Il provvedimento, che impone anche restrizioni sull’etichettatura dei prodotti sostitutivi di origine vegetale, mira a tutelare la cultura alimentare tradizionale italiana.
La Camera dei Deputati ha approvato il disegno di legge che vieta la produzione e la promozione della carne coltivata. Chi infrange questa legge rischia una multa fino a 60.000 euro.
Il disegno di legge include anche restrizioni su come i produttori possono denominare alternative alla carne a base vegetale, impedendo loro di utilizzare nomi a base di carne come “sami” o “bistecca”.
Nel suo intervento in merito, il ministro italiano dell’Agricoltura Francesco Lollobrigada ha dichiarato: “Proteggiamo il nostro cibo, il nostro sistema alimentare, per mantenere il rapporto tra cibo, suolo e lavoro umano che ci accompagna da millenni. Garantiamo la qualità che l’Italia esprime. ed è espressione della sicurezza alimentare per l’intero pianeta. Misurato.” “La carne non garantisce questo principio. Dobbiamo tutelare i nostri posti di lavoro, i nostri imprenditori agricoli e i nostri cittadini che hanno diritto al buon cibo. Siamo orgogliosi che l’Italia sia il primo Paese al mondo a vietare questo tipo di produzione, che sta distruggendo il nostro sistema alimentare tradizionale”, ha affermato.
Essenzialmente, il divieto mira a proteggere sia il sostentamento degli agricoltori italiani e di altri lavoratori, sia le tradizioni culinarie italiane. Non tutti, però, sostengono la nuova legge. I critici della nuova sentenza sostengono che oltre a bloccare l’opportunità economica di entrare in un settore in crescita, essa priva anche la carne del suo potenziale di riduzione delle emissioni di gas serra.
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