L’attaccante che ha molestato in diretta in Italia il giornalista sportivo è stato bandito dallo stadio per 3 anni

Un tifoso di calcio che ha molestato sessualmente un giornalista sportivo durante una diretta in Italia è stato bandito dallo stadio per 3 anni. L’autore del reato, nei cui confronti è aperta un’indagine per violenza sessuale, può anche scontare fino a 12 anni di carcere se ritenuto colpevole.

Greta Beccaglia, che lavora per il canale locale Toscana TV, è stata aggredita da un uomo alle spalle mentre annunciava in diretta dopo la partita Empoli-Fiorentina lo scorso fine settimana. “Scusa, non puoi farlo”, ha reagito Beccaglia all’aggressore che l’ha aggredita sessualmente. Nel frattempo, alcuni altri fan sono stati visti passare davanti al giornalista e dirgli qualcosa.

LA REAZIONE AL SERVER DICE ‘Non essere irritabile’

Beccaglia, che ha reagito alle molestie, è intervenuto in studio anche con il presentatore Giorgio Micheletti. “Non ti arrabbiare”, ha detto Micheletti a Beccaglia, che stava reagendo all’attaccante.

Beccaglia, 27 anni, ha condiviso il filmato dell’incidente sui social media e ha chiesto a chi conosceva lo stalker di unirsi a lei. Questo video si è diffuso rapidamente sui social network e ha suscitato grande indignazione. Il presentatore Giorgio Micheletti, che ha consigliato al giornalista di non “arrabbiarsi” invece di sostenere il giornalista, così come i fan abusivi, ha suscitato una reazione contraria.

‘CHIEDO SCUSA’

Su denuncia di Beccaglia, le forze di sicurezza hanno individuato l’aggressore. Secondo i media italiani, la persona in questione è Andrea Serrani, 45 anni padre di un ristoratore. “Non so perché l’ho fatto. Mi scuso”, ha detto Serrani in dichiarazioni pubblicate oggi sui giornali.

Serrani ha detto: “La gente a casa mi ha chiesto: ‘Come puoi farlo? ha detto, mia moglie ha detto la stessa cosa, sanno che non sono una persona cattiva, non mi sento bene. Il suo avvocato ha anche detto che Serrani non aveva dormito per due notti.

Tuttavia, le scuse di Serrani e il fatto che abbia un figlio e un lavoro non hanno suscitato simpatia.

“L’APPELLO NON BASTA, LA GIUSTIZIA E’ NECESSARIA PER DARE L’ESEMPIO”

Greta Beccaglia ha detto: “In questi casi non bastano le scuse, serve giustizia per dare l’esempio”. Beccaglia ha sottolineato di essere stata “fortunata” a vivere queste molestie dal vivo e a raggiungere un vasto pubblico, e che le donne che subiscono quotidianamente molestie sono costrette a rimanere in silenzio di fronte a simili atti di violenza.

“TUTTI HANNO VISTO MA NON HANNO DETTO NULLA”

Il giornalista ha detto che una delle cose che lo ha sconvolto di più dell’incidente è stata che le persone intorno a lui sono rimaste indifferenti nonostante fosse molestato: “Tutti l’hanno visto, ma nessuno ha detto niente”.

Beccaglia ha ricevuto il sostegno dei social media, della politica e della stampa. Oltre ai messaggi di solidarietà al giornalista, i netizen hanno fatto anche commenti del tipo “Ti sei chiamato caro Andrea”, “Non si sarebbe mai scusato se non fosse stato trovato”.

Ha suscitato anche una reazione il fatto che le molestie siano avvenute in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre, durante le giornate di sensibilizzazione nelle partite. Nell’ambito della campagna “Cartellino rosso alla violenza”, i giocatori sono apparsi in campo con una linea rossa sul viso nelle partite giocate alla fine della scorsa settimana.

Un’indagine è stata aperta contro l’aggressore, la cui identità è stata determinata attraverso filmati della telecamera e informazioni sui biglietti, per aggressione sessuale. I media italiani hanno scritto che Serrani rischia fino a 12 anni di carcere.

La polizia di Firenze ha anche bandito per 3 anni l’attaccante, tifoso della Fiorentina, dallo stadio della squadra, con decisione presa oggi.

Anche il presentatore Giorgio Micheletti, intervenuto dicendo “non arrabbiarti” per la reazione del giornalista aggredito, è stato momentaneamente sospeso dal lavoro dal canale televisivo Toscana, che ha aperto un’indagine sull’accaduto. Micheletti ha detto di aver usato quella frase non perché non gli importasse delle molestie, ma per calmare il giornalista e si è scusato.

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