“Il governo lascia senza fiato la libertà di espressione”

PARETE – I giornalisti della RAI hanno scioperato oggi per un giorno, accusando il governo del Primo Ministro e leader del partito fascista Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, di soffocare la libertà di espressione. Sebbene la questione dell’influenza politica sulla Rai sia da tempo dibattuta in Italia, il sindacato dei giornalisti Usigrai ha sottolineato che la situazione è peggiorata dalla fine del 2022, quando la Meloni e il suo governo hanno preso il potere.

Vittorio di Trapani, giornalista della RAI e presidente della Federazione nazionale della stampa italiana (FNSI), ha dichiarato: “Ci siamo sempre battuti contro ogni tentativo di imbavagliare la libertà di espressione, ma tengo a precisare con chiarezza che quanto accaduto nei mesi scorsi” non è niente del genere”, ha detto. La RIA ha respinto queste critiche e denunce, accusando il sindacato di scioperare per motivi politici e affermando che “l’azienda non ha imposto alcuna censura ai propri dipendenti”.

“NON È SOLO UN PROBLEMA RAI, MA UN PROBLEMA PAESE”

Nonostante lo sciopero, invece, i notiziari di mezzogiorno delle due reti televisive affiliate alla RAI sono andati regolarmente in onda. RAI24, che trasmette notiziari 24 ore su 24, ha presentato prevalentemente programmi registrati in precedenza. Da quando la Meloni è entrata in carica, diversi giornalisti e presentatori di spicco che lavorano per la RAI si sono dimessi, criticando l’intervento del governo. “Questo non è solo un problema della Rai, è un problema di libertà di stampa in questo Paese”, ha detto oggi in un comunicato stampa il presidente del sindacato Usigrai, Daniele Macheda.

La questione della censura in Italia è stata messa all’ordine del giorno per l’ultima volta in aprile, quando la RAI ha cancellato il previsto monologo dello scrittore Antonio Scurati, proprio mentre si svolgevano le commemorazioni della fine del regime fascista nel 1943. Scurati, che scrisse romanzi storici il leader fascista Benito Mussolini, qui ha criticato il partito della Meloni per non aver rifiutato le sue radici post-fasciste. I funzionari della RAI hanno negato di aver censurato il monologo. La Meloni ha poi pubblicato l’opera in questione sul suo account Facebook.

(SERVIZIO NOTIZIE ESTERE)

Berengar Insigne

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